L’Elemento Acqua nel rilassamento sonoro

L'Elemento Acqua nel rilassamento sonoro

L’incontro di Rilassamento Sonoro con i Cinque Elementi di Giovedì 5 ottobre 2017 a Caprie Verticale avrà come tema l’elemento Acqua.

Potremmo sintetizzare questo elemento con le parole “Fluidità e movimento”.

Il colore simbolico è il verde chiaro e il Solido Platonico corrispondente è l’Icosaedro.

L’Acqua scorre e può farlo come un filo o come un fiume in piena. L’Acqua può essere nutrimento, tonificazione o distruzione. Siamo stati tutti in situazioni in cui qualcuno non smetteva più di parlare, e abbiamo avuto la sensazione di non poterlo fermare. Questo è un segno di Acqua in eccesso. Elemento associato con l’emozione, la difensiva, la flessibilità, la morbidezza, l’adattabilità e la capacità di mantenere le cose insieme. Il sistema sanguigno e linfatico appartengono all’elemento Acqua.

Durante ogni incontro si parlerà dell’elemento in questione, e si riceverà un rilassamento di riequilibrio di tutti gli elementi. Mentre Cristina si occuperà di creare una tessitura sonora immaginativa grazie ai suoni e ad una meditazione guidata, Paolo si dedicherà ad ogni partecipante testando i suoni appropriati per il riequilibrio, fornendo un vero e proprio trattamento.

Qui l’evento su Facebook.

Puoi prenotare la tua partecipazione al prossimo Rilassamento sull’elemento Acqua, previsto per giovedì 5 ottobre alle 21 telefonando al 339 4143295.

Il rilassamento si terrà in via Papa Giovanni XXIII a Caprie (TO) presso l’Associazione Caprie Verticale. (Presentarsi un po’ di minuti prima per non far fare ritardo al gruppo).

L'Elemento Acqua nel rilassamento sonoro

 

l’Elemento Terra nel rilassamento sonoro

l'Elemento Terra nel rilassamento sonoro

L’incontro di Rilassamento Sonoro con i Cinque Elementi di Giovedì 28 settembre 2017 a Caprie Verticale avrà come tema l’elemento Terra.

Potremmo sintetizzare questo elemento con le parole “Centratura e Radicamento”.

Il colore simbolico è l’arancio e il Solido Platonico corrispondente è il Cubo.

Ogni elemento governa delle qualità: in questo caso ad esempio Sicurezza, forza e fiducia, e all’opposto Paura, Debolezza, e Insicurezza. L’Elemento in equilibrio vuol dire ad esempio avere chiarezza, saper prendere posizione, organizzare le informazioni, percepire sicurezza nei luoghi e con le persone, ed avere un chiaro senso dei confini. Al contrario l’elemento sbilanciato ci porta verso la preoccupazione di lasciarsi andare, a credere troppo fermamente nel nostro sistema di credenze, a vedere tutto bianco o nero, ad alzare confini troppo marcati e a non rispettare quelli degli altri.
Questi sono sono alcuni degli aspetti, e potremo condividerne altri durante la serata.

Durante ogni incontro si parlerà dell’elemento in questione, e si riceverà un rilassamento di riequilibrio di tutti gli elementi. Mentre Cristina si occuperà di creare una tessitura sonora immaginativa grazie ai suoni e ad una meditazione guidata, Paolo si dedicherà ad ogni partecipante testando i suoni appropriati per il riequilibrio, fornendo un vero e proprio trattamento.

Qui l’evento su Facebook: https://www.facebook.com/events/338610899917841

Puoi prenotare la tua partecipazione al prossimo Rilassamento sull’elemento Acqua, previsto per giovedì 5 ottobre alle 21 telefonando al 339 4143295.

Il rilassamento si terrà in via Papa Giovanni XXIII a Caprie (TO) presso l’Associazione Caprie Verticale. (Presentarsi un po’ di minuti prima per non far fare ritardo al gruppo).

l'Elemento Terra nel rilassamento sonoro

Dentro il rumore bianco – andrinta ‘l armor bianch

dentro il rumore bianco

Da un punto di vista del suono il rumore bianco è un misto di tutte le frequenze. Viene chiamato bianco per similitudine con il colore, infatti il bianco è formato da tutte le frequenze dello spettro visibile. In natura in rumore bianco è assimilabile al suono della pioggia e dei fiumi, e artificialmente è genarato ad esempio dalle ventole che girano o da apparecchi elettrici o elettronici progettati appositamente.

E’ quel rumore che facevano i televisori senza segnale, che oltre al suono generavano anche uno schermo a puntini casuali in continuo movimento.

I benefici dati dell’ascolto di questo suono sono noti da tempo. Dato che contiene tutte le frequenze, ha la capacità di mascherare gli altri suoni, e quindi può essere utile quando il sonno, la meditazione, lo studio e il lavoro sono disturbati da rumori improvvisi. Pensiamo ad un bar: se c’è poca gente, sentiamo le conversazioni, ma se tutti parlano, si crea un suono unico e quindi non facciamo più caso a nulla in particolare.

È utile quindi per migliorare la qualità del sonno in periodi di stress facendo addormentare adulti e bambini. Per chi soffre di acufeni, perché maschera il suono di fondo favorendo il rilassamento.

Puoi provare il rumore bianco usando una delle tante app per smartphone o sul web. Una delle mie preferite è Mynoise.


Da ’n punto ‘d vista dël son ël rumor bianch l’è ’n misto ‘d tute le frequense audibil. Ël nom ven dal paragon con ël color bianch, përchè l’è formà da le frequense ‘d tuti ij color. An natura ‘l rumor bianch a l’è col ëd la pieuva, dij fium, opura l’è generà da le ventòle ch’a giro e ‘dco da istrument elétrich o eletrònich.

L’é col rumor ch’a fasìo le television sensa segnal, che oltra ‘l son gènero an slë scherm ‘dco pontin bianch e nèir an brando.

Ij benefìssi daìt da ‘l scoté cost géner ‘d son son conossù. Vist che ‘l rumor bianch conten tute le frequense, l’ha la capacità ‘d anmascré ij àutr son, e da sòn peul esse ùtil quand ‘l seugn, la meditassion, ij studi o ‘l travaj son dëscomodà da rumor improvis.
Basta pensé d’esse an-t na piola: se a’ije poca gent, podoma sente ij discors, ma se ‘l ciadel chërs diventa ’n ciosion unìc che a fa passè an second pian le ciaciarade.

L’é ùtil për mijoré la qualità del seugn ant ij moment òstich, fasand deurme le masnà e ij grant, e për chi patìs ël subié dj’orije.

Peule prové ‘l rumor bianch dovrand u-na dlé tante aplicassion për svicofonin o an sla ragnà.

Peule prové Mynoise.

Perché imparare ad autotestarsi

Corso di Autotest kinesiologico

In kinesiologia si eseguono dei test di valutazione che prendono in esame il tono muscolare di un determinato gruppo di leve e muscoli del corpo, in relazione ad un determinato situazione o elemento entro cui il sistema “cliente / operatore” entra in contatto. In termini più semplici il nostro corpo reagisce con un forza o debolazza ad una percezione, e l’operatore è in grado di valutare la reazione e interpretare la risposta del test utilizzando un gruppo di muscoli el nostro corpo. Braccia, gambe o dita delle mani sono per praticità gli indicatori più palesi di questa variazione del tono muscolare.

L’operatore che esegue il test e il ricevente al quale test si sottopone, creano un circuito elettrico chiuso che risponde in termini di frazioni di secondo ad una stimolazione. Con il test possiamo valutare appunto la debolezza o il rinforzo muscolare rispetto, come dicevo, ad una percezione. Che si stia pensando ad una situazione, ad uno stato d’animo, che si riviva ad occhi bassi un’esperienza, o ancora che si stia toccando una sostanza (ad esempio un cibo), ci stiamo sempre riferendo a quello che la persona sta percependo (anche rispetto al campo energetico di una sostanza).

Senza entrare nel merito delle accortezze e delle tecniche che fan si che la risposta al test non sia falsata dalle aspettative o da una scorretta interpretazione, possiamo dire che in generale questo tipi di test sono molto utili per capire che direzione prendere in termini preventivi, senza dover fare i conti con una situazione anomala già avvenuta, rispetto alla quale si dovrà correre ai ripari. Meglio evitare un cibo che ci porta in squilibrio piuttosto che testare quale rimedio è utile per risistemare le cose!

In parole povere testare noi stessi e gli altri ci permette di prevenire situazioni di disagio e malessere. Questo tipo di test possono essere realizzati anche da soli, utilizzando le proprie mani e affinando la propria percezione e consapevolezza del proprio corpo. L’autotest presenta il vantaggio di non richiedere un’altra persona per fare delle valutazioni, e lo svantaggio di incorrere più facilmente in falsi dati dalle aspettative che si possono avere rispetto alla domanda.

La scelta del cibo è indubbiamente una fattore istintuale, per il quale non servirebbe ricorrere ad un test valutativo. Per natura ci orienteremmo verso quello che sentiamo che ci dovrebbe fare bene in quel momento, lo azzanneremmo e tanti saluti. Nella realtà quotidiana purtroppo abbiamo a che fare con cibi fortemente mimentizzati da processi industriali che falsano la percezione fornendoci un’immagine distorta, più emozionale che reale, che promette cose anziché fornire nutrienti di base. Per questo risulta difficile a volte capire realmente se abbiamo bisogno di mangiare una cosa o no.

Tanto più il cibo è elaborato, tanto più aspettative emozionali crea e tanto più abbiamo bisogno del test. Al contrario più il cibo è come si presenta in natura, tanto più le emozioni sono semplici e tanto più siamo in grado di capire da soli se ci fa bene o no senza ricorrere a tanti test.
In realtà tanto più il cibo è eleborato, tanto più dovremmo lasciarlo lì dov’è. Il cibo deve darci energia, non togliercela.

Nel Corso di Autotest kinesiologico, l’obiettivo è di portare maggior consapevolezza alle persone, attraverso l’insegnamento di tecniche di testatura da utilizzare da soli.
Prendendo in considerazione diversi tipi di test con tante prove pratiche, si imparerà ad autotestarsi rispetto a svariati argomenti, con particolare riferimento al cibo.

Si tratta di imparare con la pratica un metodo, che potrà poi essere applicato ad ogni campo in base alle esigenze di ognuno.

Con il test posso infatti valutare:

la mia propensione a voler fare o non fare una cosa;
la mia reazione ad un pensiero o ad un avvenimento;
la reazione del mio corpo ad un cibo o ad una bevanda;
le mie necessità in termini di quantità e qualità;
quale rimedio prendere, quanto e quando prenderlo;

e molto altro.

Solo certe combinazioni sono possibili

Only certain combinations are possible

Nel mio lavoro d’arte esploro le connessioni tra le cose.
Ho sempre percepito come tutto nel mondo fosse connesso, intrecciato. Utilizzo il linguaggio dell’arte per parlare in senso metaforico della relazione tra diversi universi e realtà. Nei miei lavori racconto di piani di esistenza che in alcuni momenti si incontrano permettendo il dischiudersi di diverse realtà.
I miei lavori sono una rete di forme e linee interlacciate.
Nel caso di questo lavoro i multi universi sono rappresentati usando dei feltri sintetici colorati.

Disponibile su Artfinder.


Ant ël mè travaj come pitor am piàs esploré le relassion tra le còse.
L’hai semper avù ‘l idea che tute le còse d’la vita e dël mond fëiso antërsà ansema. Ij dovro ‘l lengagi ëd l’art  për parlè an sens metàforic d’la relassion tra divers univers e realtà. Ant ij mè travj ij conto ‘d pian d’esistensa che an quàich moment a s’ancrosio përmëttend ël deurve ‘d diverse realtà.
I mej travaj son un-a antërsiura ‘d forme e linie.
Ant cost travaj l’hai dovrà al fèlter sìntétich per rapresentè le varie part.


In my art work I explore the connections between things.
I have always perceived how everything in the world was connected, braided. I use the language of art to speak metaphorically of the relationship between different universes and reality. With my work telling of plans of existence that at some moments meet, allowing the discovery of different realities.
My works are a network of interlaced shapes and lines.
In this work, multi-universes are represented using colored synthetic felt.

Solo certe combinazioni sono possibili, scultura di Paolo Durandetto
“Solo certe combinazioni sono possibili”: feltro sintetico su compensato, colla . m. 30 x 30 x 2.